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Recensione Antonio Orrico

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Guitar Club Magazine Recensione Antonio Orrico Shape of My Heart

Vorrei ringraziare Rossana Pasturenzi caporedattore del Guitar Club Magazine e Umberto Poli per la recensione del mio ultimo album Shape Of My Heart nell'edizione di Febbraio 2026. Ecco la trascrizione:

Più che un disco, la nuova impresa in studio di Antonio Orrico somiglia a una lettera d'amore
verso lo strumento di cui è maestro apprezzato a livello internazionale e noto divulgatore, autentico punto di riferimento per allievi di ogni eta nel campo dell'apprendimento musicale in Italia.

In Shape Of My Heart le lettere diventano note, le frasi si mutano in fraseggi, il gusto per la melodia, come un inchiostro invisibile, risulta ammaliante. Fondatore del sito www.lezionidichitarra.It , lanciato nel 2010, Orrico si dimostra musicista sensibile e appassionato, Il cui pregio - In un'epoca in cui tutto sembra scivolare via veloce e senza lasciar traccia - è quello di saper assaporare ogni passaggio, evitando inutili virtuosismi e facendo dono agli ascoltatori di uno stile riconoscibile e sicuro.

Sviluppatosi a partire da una serie di notti insonni e dalla voglia di rallentare i ritmi frenetici della quotidianità, Shape Of My Heart mette in evidenza il lato più grave; introspettivo del chitarrista originario di Cosenza ma divenuto ben presto cittadino del mondo (ha vissuto a lungo a Johannesburg in Sudafrica per poi stabilirsi nella provincia di Varese).

Circa la tracklist, Orrico ha scelto di privilegiare autori e relativi classici che lo hanno accompagnato dalla gioventù alla fase più matura della sua carriera: dunque, un parterre di lusso che risponde a Eric Clapton (Tears In Heaven), Pino Daniele (Quanno chiove), James Taylor (You've Got A Friend), Bruno Martino (Estate), Simon & Garfunkel (The Sound Of Silence), Stevie Wonder (Isn't She Lovely), i Beatles (Here, There and Everywhere) e Sting, presente sia con Shape Of My Heart che dà il titolo all'album di Orrico, che con Fields Of Gold.

Ascoltando l'album, come suggerisce il titolo preso a prestito da uno dei caposaldi del repertorio di Sting, se ne intuiscono le forme, le linee concettuali, ed è lecito supporre che, visti e considerati i nobili contenuti musicali che propone, l'idea di base di Orrico sia quella di un cuore pulsante se non addirittura il bordo immaginario di una sei corde, rivelando Il suo tocco gentile , il raffinato senso dell'arrangiamento e la capacità di entrare nello spirito dei brani con passione e divertimento.

Registrato in solitaria tra le pareti del salotto di casa, Shape Of My Heart suona essenziale, diretto, minimale, al pari della strumentazione scelta dal chitarrista calabrese: una Taylor CE312, microfonata in stereo con un Rode NT2 e uno Shure SM7B, per le parti ritmiche, ed una Godin Multiac SA per le parti solistiche.

Dopo i traguardi e le soddisfazioni raggiunti negli anni in campo internazionale, Antonio Orrico guarda ora alle sue radici, prendendosi del tempo per raccogliere i frutti di un lavoro duro e costante; da tale prospettiva, Shape Of My Heart è una delicata tappa per prendere fiato prima di ripartire: "l'intenzione, infatti, è quella di proseguire questo viaggio così come l'ho iniziato, continuando a scoprire, imparare e creare..." - ha rivelato il chitarrista calabrese.

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